La pesca della carpa
è sempre stata molto affascinante, tanto da stimolare
la fantasia di tanti pescatori(vedi ultime tecniche del
"carpfishing"). Non che queste tecniche non
siano valide , anzi... Personalmente considero la pesca
come un passatempo e non intendo investire capitali in
canne costosissime, megaconfezioni di boiles
,segnalatori acustici etc., pertanto cerco di applicarmi
in tecniche semplici e poco costose. La tecnica che vi
sarà quindi all'insegna della semplicità e del
risparmio.
Questa tecnica è stata sperimentata
più volte da me stesso in Arno e in Serchio ma penso
che sia applicabile anche ad altri corsi d'acqua di
fondovalle a corrente moderata.
Occorrente :bolognese di lunghezza variabile ( 5
m.t. -7 m.t. ) a seconda del fondale. Mulinello decente
caricato con una buona lenza dello 0.35 , un
galleggiante a pera da 5-16 gr (a seconda della corrente
e della distanza ),una torpilla , un piombino spaccato e
un amo torto del n°6 a gambo corto nichelato e una
confezione di pastura da carpe (io preferisco quelle di
colore rosso)e .. naturalmente una macchina fotografica.
Da
non dimenticare:
Scegliere un posto dove la corrente è debole (ottimale
ai margini di una rimolla ) con un buon fondale.
Pasturare preventivamente la zona con palline di pasta
della stessa dimensione.
La torpilla deve stare sdraiata sul fondo.
Il finale deve essere molto lungo (almeno 60 cm ).
Non eccedere con il lancio di palline durante la pesca,
la carpa vuole silenzio assoluto, stare attenti a non
fare rumori inutili tipo sbattere i piedi.
Tarare la frizione se non si vuol fare il bagno alla
canna.
Pescare sempre nello stesso punto.
Vi ricordo che dopo aver fotografato il vostro bel
trofeo di pesca è buona norma rilasciarlo con le dovute
precauzioni.
Quando ve ne andate lasciate il posto pulito .
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NEI
LAGHETTI CON LA PALLA DI "BAI"
Non so se avete capito cosa intendo
per "bai", noi qui in toscana chiamiamo
"bai" i bigattini (vero nome larva di mosca
carnaria).
Questa tecnica è tanto semplice
quanto redditizia, può essere usata in molti posti
diversi inoltre non richiede costose attrezzature. Di
solito la uso quelle poche volte che vado nei laghetti a
pagamento, avete presente quelle domeniche mattina che
non si ha voglia di fare levataccie e che non si vuol
andar troppo lontani...Si prova a vedere se si vince il
prosciutto al laghetto del (già non si può far
pubblicità!),insomma quando vado li , di solito in
compagnia di mio padre e di altri amici comuni, pesco
quasi sempre così . Vi dirò che un prosciutto ce l'ho
tirato fuori con una carpa di 6.8 Kg..
DESCRIZIONE:
canna da lancio sui 3-4 m.t.,
mulinello decente, filo dello 0.20 una torpilla da 10gr,
una girella con moschettone finale dello 0.18 ed un amo
del 12.
Setacciare bene i baini ed incollarli
come al solito .
Innescare normalmente 3o4 baini non
incollati .
Fare una palla di baini grande come un
mandarino e compattarla bene attorno a l'amo.
Lanciare nella zona desiderata .
Incordare leggermente il filo
ed...attendere
La forza di questa tecnica sta ne
fatto che la pasturazione è miratissima, il pesce sul
fondo incontra un mucchietto di bigattini (adesso sono
serio) che pian piano si scollano, ma rimangono li nei
pressi dell'esca ,nella foga di divorare il tutto
finisce per ingoiare la nostra esca. Questo lo potrete
constatare voi stessi perché il più delle volte
l'abboccata è improvvisa e in più il pesce molte volte
si ferra da se (più che altro carpe).
Importante: cercate di
essere precisissimi nei lanci in maniera da creare un
campo di pasturazione il più ristretto possibile; vi
consiglio di prendere delle mire sulla riva opposta. Mi
raccomando se catturate la belva inviatemi la foto verrà
pubblicata sulla pagina fotofish.
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IN
SILENZIO TRA LE NINFEE
La
Tinca, un pesce meraviglioso, questa pagina è dedicata
a lei. Mentre sto scrivendo queste righe mi torna alla
mente la mia infanzia, quando noi " bimbetti
" si scorrazzava lungo i piccoli canali della mia
zona in cerca di nuove emozioni .Andavamo quasi tutti i
giorni a pescare ,la nostra attrezzatura era composta da
una canna di bambù intera (senza innesti) scelta con
cura dal giardino della "signora ". Noi
la chiamavamo così; in effetti era la proprietaria di
una villa del 700 circondata da una altissima cinta di
canne di bambù e di moltissimi terreni che lei dava a
"mezzadria" anche ai nostri nonni.
A
parte queste piacevoli divagazioni, noi bambini a quel
tempo a pescare ci si andava, ma un po' perché non si
sapeva, un po' perché si faceva sempre un bel baccano
si finiva sempre per prendere i soliti" pescetti
da ragazzi " ;così li chiamava il Mannucci, un
anziano pescatore di tinche, che certe sere arrivava e
si metteva a un centinaio di metri da noi e dopo aver
tirato fuori un paio di belle tinche prendeva il suo
paniere di vimini e veniva da noi a" prenderci
un po' per il culo ".Il dialogo serale era
questo: - allora ! anche stasera ghelle?- ci
diceva con quella sua risatina,poi riprendeva-se voi
la smetteste fa tutto 'otesto chiasso e vi metteste giù
boni boni è capace varche tinchina la prendereste! Per
piglià le tinche e bisogna fa pianoo!- Noi
ascoltavamo in silenzio, silenzio che veniva
immediatamente rotto non appena il Mannucci se ne andava
con quel motorino tutto arrugginito . Passarono degli
anni ,non molti per la verità, io ero un pò cresciuto
e, fatto tesoro dei consigli dell'anziano pescatore,mi
recavo a pescare sempre al solito posto ma da solo
quando un giorno riapparve il Mannucci che come se lo
avessi visto la sera prima mi disse-ghelle anche
stasera?-Io non rimasi in silenzio e gli dissi se mi
poteva spiegare come faceva a prendere quelle favolose
tinche. Naturalmente lui me lo spiegò alla sua maniera
ma io stavolta vi riparmio la fatica per la
traduzione.In pratica il Mannucci pescava così:sceglieva
una bella buchettina fra le piante galleggianti e tutte
le mattine del giorno in cui andava a pescare, ci
buttava un pò di mais,la sera arrivava e in assoluto
silenzio calava la sua esca centrando perfettamente la
buchettina (questi erano piccoli canali con acqua
limpidissima e molta vegetazione affiorante larghi al
massimo 4 metri).Il "plic" prodotto dalla
caduta del solo chicco di mais in acqua , risultava per
le tinche un qualcosa di molto naturale, tant'è che a
breve scadenza rimanevano all'amo.
La cosa più importante era che si innescasse un solo
chicco di mais e che come si vede a lato la torpilla
fosse più pesante del galleggiante e naturalmente il
massimo silenzio.
G .Mannucci
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TROTA
IN TORRENTE
Di
Andrea Cerioli

Le
trote che oggi andremo a pescare sono le fario, la
specie autoctona
delle nostre acque. La fario
vive quasi esclusivamente nei torrenti alpini
ed appenninici, ho detto quasi esclusivamente perché
non è difficile
trovarle nei fiumi di pianura e nei canali irrigui,
anche se queste trote
vi sono state immesse. Comunque l'habitat della fario è
il torrente.
Il torrente, a differenza del fiume presenta
caratteristiche molto varie:
si alternano tratti infrascati a tratti sgombri da
vegetazione, zone larghe
con lunghe lame e zone molto strette e turbolente.
Attrezzatura: Per poter
pescare in un
torrente che presenta queste caratteristiche è
necessario utilizzare una canna universale: che sia in
grado di superare tutti gli ostacoli che si
presentano. Queste canne sono chiamate teleregolabili:
vanno da una lunghezza di 5 metri fino a 13: è
possibile usare anche solo parte della lunghezza della
canna e questo è il vero segreto della tecnica di
questa pesca. Nei torrenti larghi si usano canne corte,
dai 5 ai 7 metri, perché è più facile lanciare; nei
torrenti stretti invece si usano quelle lunghe dagli 8
metri ai 13 perché è più facile raggiungere la sponda
opposta.
Dopo un'infarinatura sull'attrezzo principale possiamo
passare alle montature.

Montature:
Le più usate in assoluto sono quattro: corona, sfera, spirale
e
galleggiantino.
La corona o rosario è costruita su di uno spezzone di
filo di varia
lunghezza dai 60 ai 100 cm e più, agli estremi vanno
legate due girelle;
sul filo invece fanno disposti pallini di piombo a
serrare in basso;
esistono moltissime varianti della corona perché ogni
pescatore la adatta
alla sua azione e alle sue intenzioni. Credo però che
questo basti per
darne un'idea. I vantaggi della corona si scoprono nei
torrenti
particolarmente accidentati, dove le altre montature si
incagliano molto
più facilmente. Ricordo che tutte queste montature
vanno sempre sostenute
dalla canna lunga. La corona poi permette all'esca (
camole o vermi ) un
movimento molto più naturale perché è la corrente che
trascina la nostra
armatura. Tutte queste caratteristiche fanno si che la
corona sia ideale
per le nostre fario, specie quelle furbe.
La sfera o biglia è il classico piombo concentrato. Va
molto bene nella
pesca in buche perché tiene l'esca radente il fondo,
solitamente dove
sostano le trote più grosse. L'azione della sfera è di
puro sondaggio delle
zone dove la corrente è molto forte e la altre
montature verrebbero
trascinate dall'acqua. é molto redditizia la pesca in
recupero con la
sfera: basta recuperare controcorrente l'esca, le trote
non resisteranno
alla rotazione dell'esca e attaccheranno immediatamente.
La spirale è la forma di piombatura ideale per i
torrenti larghi, dove è
necessario lanciare: la sua forma allungata le permette
di non incagliarsi
tra i ciottoli nella fase di recupero. Va molto bene
anche nei torrenti
stretti perché la sua forma allungata fa meno attrito
con l'acqua e
permette una maggiore sensibilità alla tocca della
trota.
Il galleggiantino è ideale nelle lame piatte di certi
torrenti. Si lancia
in direzione della riva opposta e lo si lascia derivare,
sempre tenendolo
sotto controllo.
Azione: Ora siamo quasi pronti per andare a pescare le
fario. Manca solo un po'di tecnica. Il bello delle fario
è che si intanano ovunque, qualsiasi sasso, ramo, buca
ecc. vanno benissimo. Di norma scelgono un determinato
rifugio, sono pesci territoriali, in cui trascorrono
gran parte del loro
tempo. Abitualmente lasciano la tana all'imbrunire e vi
ritornano alle prime luci dell'alba, trascorrendo parte
della notte sempre in prossimità del rifugio. Ritornate
al loro nascondiglio, le trote continuano a controllare
le immediate vicinanze delle tana, pronte a catturare
con rapide uscite i vermi e le larve o gli insetti che
il torrente trasporta.
La nostra tecnica sarà allora quella di far passare le
nostre esche vicino agli ostacoli in modo molto
naturale, se la trota è nei paraggi si farà
sicuramente vedere.
Per
informazioni più dettagliate acerio@tin.it
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Links
utili
- Sito
ufficiale della F.I.P.S.
- Pesca
in mare: in
questo link troverete tutto, su come pescare in
mare, sono elencati tutti i tipi di pesci con
relative informazioni, come e quando pescarli, che
esca usare, ecc...
- Pesca
in mare:Fotografie, pesci, attrezzature,vostre
avventure, imbarcazioni, speciale Calabria
- Pesca
alla trota: In questo link troverete tutto
su come pescare la trota, nel fiume, nel lago, nel
torrente, inoltre è abbastanza dettagliato sul come
e quando pescarla, nei vari ambienti, tutte le varie
esche da usare e molti altri consigli utili.
- Spinning:
Attrezzature, esche, tecniche, pesci, cucina ecc....
- Soverato(Calabria):
Pescare a soverato, dove si trova, come si
arriva
- Pesca
a Tropea Calabria: Pesca a Tropea tipi di pesca
usati dai locali
- Calabria
Lago Arvo: Lago arvo Lorica Prov. di Cosenza
pesca ed altro.
- Pesca
a mosca : Questo è un ottimo LINK per i
pescatori a mosca .
- Fish
company : In questo sito puoi aquistare
online, canne, mulinelli ami nylon tutto per
la pesca.
- Fiumi
Italiani : Ottimo link per tutti i
pescatori a mosca fiumi d' Italia con itinerari
ecc..
- Pesare
in Toscana : Toscana fauna ittica e pesca.
- Pagina
della pesca a mosca :Fiumi, pesci, insetti,
schiuse tutto per il pescatore a mosca.
- Pesca
a mosca sul Sangro
- Pesca
amatoriale
- Pescare
in Spagna
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lunari