ENSAMBLE - Moti shkon

Francesco Mazza  -  Moti shkon
Jam shume I vogel
Kam Lon
Balcani
Moti Shkoni
Fioi
Mama
Preghiera
Ati-atje'
Lule lule
Te dua mire

Clicca sull'immagine per ascoltare la canzone

             
  Il complesso musicale ENSEMBLE nasce nei primi mesi del 1991, da un'idea di Lucio Bardi e Francesco Mazza, idea alla quale aderiscono immediatamente Donatella Bardi e Livio Andronico. La ricerca di un suono e della sua quanta rappresenta gran parte dell'impegno dei componenti del gruppo, una ricerca volta ad interpretare composizioni di intensa proprietà espressiva senza mai porre limitazioni di "genere" sia musicale che letterario. MOTI SHKON rappresenta la prima esperienza, da parte di ENSEMBLE nella composizione di un repertorio originale, grazie allo spunto fornito dal progetto di Giovanni e Francesco Mazza.   Da ragazzo mi avvicinavo alla musica incantato. Sono cresciuto studiando musica classica e suonando musica italiana, nord americana, inglese e francese: musica di tanti paesi, di diverse culture, di minoranze etniche. Non avevo mai sentito, pero', una canzone moderna nella mia lingua materna: l'arbèresche, che io conoscevo solo come tradizione orale e che in occasione di questo progetto sto imparando a leggere e a scrivere. MOTI SHKON vuole essere la riaffermazione, da parte di questa lingua di un diritto nega­to: il diritto all'espressione artistica. Per questo motivo, tra i brani incisi, solamente "Luie lule" appartiene alla nostra tradizione, mentre gli altri nove sono brani originali, strumen­to di stimolo creativo e frutto di una ricerca artistica contemporanea.

Francesco Mazza

 

Preoccupazione primaria, nella trascrizione dei testi in lingua arbèreshe, è stata quella di essere il più fedeli possibile alla parlata di Pallagorio Per questo motivo, abbiamo inteso apportare delle piccole modifiche all'alfabeto ufficiale arbèreshe: al posto della "11" abbia­mo usato il grafema "gli" per permettere a tutti una identica lettura, in quanto la "11" viene pronunciata in maniera diversa dagli albanofoni d'Italia;abbiamo mantenuto la "e" quando è muta; mentre l'abbiamo sostituita con una "o" grave negli altri casi, perché cosi viene real­mente pronunciata a Pallagorio; abbiamo poi usato la lettera "y", anche se nella nostra lingua si pronuncia come una "i", per distinguere il sostantivo "sy/syté" (leggi "si/sit", occhio/occhi) dall'avverbio "si" (come).

La traduzione in italiano è stata fatta "alla lettera", quasi una traslazione, per rendere più facile il confronto tra le due lingue, soprattutPhil gossips, but five partiy i

Cannine Gentile