Gli Arbereshe (Albanesi d' Italia)    


I paesi di lingua Arbereshe in Italia

Nome Italiano

Nome Arbereshe

Nome Italiano

Nome Arbereshe

Acquaformosa Firmoza Montecilfone Munxhfuni
Barile Barilli Palazzo Adriano Pallaci
Campomarino Kemarini Pallagorio Puheriu
Caraffa di Cantanzaro Garfara Piana degli Albanesi Hora e Arbereshevet
Carfizzi Karfici Plataci Plataci
Casavecchio di Puglia Kazallveqi Portocannone Portkanuni
Castroregio Kasternexhi San Basile Shen Vasili
Cavallerizzo Kajverici San Benedetio Ullano Shen Benedhiti
Cervicati Cervikati San Cosmo Albanese Strighari
Cerzeto Qana San Costantino Albanese Shen Kostadini
Chieuti Qefti San Demetrio Corone Shen Mitri
Civita Cifti San Giacomo di Cerzeto Shen Japku
Eianina Ejanina San Giorgio Albanese Mbuzati
Falconara Albanese Fallkunara San Martino di Finita Shen Murtiri
Farneta Farneta San Marzano di San Giuseppe Shen Marcani
Firmo Ferma San Nicola dell'Alto Shen Kolli
Frascineto Frasnita San Paolo Albanese Shen Pali
Ginestra Xhinestra Santa Caterina Albanese Picilia
Greci Katundi Greci Santa Cristina Gela Sendahstina
Lungro Ungra Santa Sofia d'Epiro Shen Sofia
Macchia Albanese Maqi Spezzano Albanese Spixana
Marri Marri Ururi Ruri
Maschito Mashqiti Vaccarizzo Albanese Vakarici
Mezzoiuso Munxifsi Vena di Maida Vina
Mongrassano Mungrasana Villa Badessa Badhesa

ALBANESI :............. DA MINORANZA A SOTTOCULTURA 

di EDUARDO ROMERO

Una volta ad una lezione di antropologia culturale uno studente chiese al professore se gli albanesi in Italia si potessero considerare una sottocultura, spiegando poi che intendeva con quel termine non un giudizio di valore ma un giudizio di fatto. Giustamente il professore rispose che non di sottocultura si poteva parlare ma semmai di minoranza linguistica, cosa del tutto diversa. C’è infatti una grossa differenza fra il termine sottocultura ed il termine minoranza. La sottocultura implica una mancata integrazione, che però non ha nulla di autonomo, mentre per minoranza si intende un gruppo di persone, che, per quanto sparuto, tuttavia è apportatrice di valori diversi da quelli della maggioranza, ma pur sempre valori degni di rispetto. Il problema della minoranza albanese nell’alto crotonese è proprio questo : essere considerati sottocultura e non minoranza ! Questo porta ad alcune conseguenze che pensiamo gravi dal punto di vista culturale : la perdita della nostra autonomia e dei valori culturali di cui siamo portatori. Certo l’incontro di culture diverse non è la cosa più facile di questo mondo, si rischia sempre che una cultura prevalga sull’altra e tenda ad annientarla, ma crediamo che la diversità stessa debba essere assunta a valore. Anzi, in un mondo che tende sempre di più all’omologazione culturale la diversità diventa una provocazione a crescere dal punto di vista culturale. Noi albanesi non abbiamo mai avuto una vera e propria autonomia, e questo sta portando a perdere persino la lingua che parliamo. Già fra la mia generazione (quella dei trentenni) e quella dei quindicenni di oggi si fa fatica a capirsi su termini che per noi erano quotidiani. Figuriamoci quando poi parliamo con gli anziani. Un lessico distante dai giovani, che rischia di perdersi con tutto il suo patrimonio di valori e di cultura. Penso sia inutile cercare colpe : forse sarebbe meglio ricercare responsabilità. In questo senso bisogna far appello a tutte le istituzioni culturali (a cominciare dalla scuola) perché questo patrimonio sia valorizzato. Invero alcuni goffi tentativi finora sono stati fatti, ma avevano generalmente due difetti : il primo era quello di voler imporre l’albanese letterario che gli studenti sentivano, giustamente, come una lingua straniera. L’altro difetto era quello di far sentire gli albanesi come una cultura chiusa, da difendere solo e non da arricchire, e così le iniziative culturali erano sempre le stesse : o traduzione in albanese di commedie italiane ( Pirandello, De Filippo...) oppure gruppi folcloristici, quasi come se essere albanesi e parlare un’altra lingua fosse qualcosa di strano. Noi stessi non siamo stati del tutto scevri da questi errori, ma comprendiamo ora che la presa di coscienza di essere una minoranza sia la strada maestra non per conservare una cultura come quella albanese ma per darle nuovo vigore. In questo però abbiamo bisogno di essere aiutati, dalle istituzioni innanzitutto. Perdere un valore così importante come quello di una minoranza linguistica può risultare deleterio anche per la maggioranza stessa. Dobbiamo smettere di considerarci e di essere considerati una cultura di derivazione, una sottocultura. L’istituzione di corsi di lingua albanese nelle scuole può certo aiutare, ma ancor più aiuta la promozione della cultura arbreshe in genere. In questo senso facciamo appello a tutti gli intellettuali di origine arbreshe a svegliarsi dal sonno e a promuovere iniziative che possano valorizzare questa cultura. A cominciare dalla stesura di un vocabolario arbreshe con termini tipici della nostra zona, ma non solo. Queste iniziative devono tendere non a fissare una lingua letteraria ma a tastare il polso del lessico quotidiano per dargli una dignità letteraria. In un mondo che fagocita culture dobbiamo affermare la diversità come un valore. Dobbiamo cioè passare da sottocultura a minoranza, con maggiore autonomia, anche istituzionale. Se ne avvantaggerà la cultura in genere e la cultura albanese in particolare. Essere diversi, lo ripetiamo è sempre un valore.

 EDUARDO ROMERO